Odaka Yoga Contemporaneo : realizzare una profonda relazione con i ritmi e i fluidi vitali.

Oggi vi posto una relazione fatta da un amico insegnante di yoga , massofisioterapista , psicomotricista di Firenze , Luca Renzini , il quale spiega gli effetti positivi del movimento di Yoga Contemporaneo sui nostri ritmi e fluidi vitali.

movimento di ripple da seduto

“Nell’esperienza diretta quotidiana con questa metodica rinnovo , ogni volta , la bellezza del contatto diretto con il ritmo biologico.Ritmo naturale intrinseco alle dinamiche dei moti oceanici che il maestro Roberto Milletti ha avuto la grande intuizione di estrapolare dalla pura osservazione degli stessi e , conseguentemente , di riadattarli al corpo umano nelle sue molteplici espressioni.La tecnica che riproduce il moto dell’onda fa sì che venga attivato il muscolo pubo coccigeo col perineo e pavimento pelvico nei tre diversi frangenti :   POINT BREAK (onda che si rompe in avanti ) ; BACK WASH (risacca ) ; RIPPLE (ondulazione di superficie ) .

Immergendosi in questo flusso , l’organismo ritrova pian piano , nel continuo moto di contrazione e rilasciamento , una “non azione” della muscolatura paravertebrale.

“Moto nell’immoto “ , creato dalla sola forza dei muscoli pelvici e perineali che di riflesso attivano anche quelli addominali. Già è bellissimo ascoltare come due movimenti antagonisti si completano l’uno nell’altra,come il continuo estendersi dei muscoli del tronco e il contrarsi di quelli addominali concorrano nel divenire di una colonna sempre più libera che trofizzandosi si dilata e malleabilizza la muscolatura fino alle zone più profonde del tessuto connettivo , aumentandone il tono e l’elasticità . Quando i praticanti imparano a usare l’Hara Tandien (contrazione pelvica) smettendo di servirsi della muscolatura sinergica…giovano del solo “frutto” sopracitato , sulla colonna , non percependo né stanchezza nel resto del corpo nè emissioni minime di acido lattico sulle articolazioni.

Una mia paziente che soffre di miopatia cingolare ,(una patologia tra le più gravi per il progressivo deficit degenerativo (muscolo-articolare),soggetta quindi a continua dolenzìa e stanchezza cronica , sorprendentemente più utilizza la dinamica del Back Wash e più acquista energia !!

Ma l’aspetto più seducente di questa pratica sta nello scoprire come questi gesti muovono enormemente i fluidi vitali e che il moto delle onde crei un legame “sottile” più forte sia con gli stessi che con il ritmo respiratorio primario ( detto movimento di marea o quiete dinamica ) che non a caso si costituisce nell’essere umano , in fase prenatale , più o meno nello stesso arco di tempo della colonna vertebrale. Quindi ,con i limiti di tutto ciò che dovremo ancora scoprire , è chiaro quanto la dinamica ondosa abbia innumerevoli punti in comune con il ritmo vitale dell’essere umano e come attraverso essa siano esponenziali gli effetti sul liquido ematico , linfatico e cefalo rachidiano rispetto ai movimenti di tipo assiale . Partendo dall’effetto emo linfatico se esso è preponderante lo si deve al continuo ammorbidirsi della muscolatura che facilita il passaggio sin nella rete più capillare e l’azione depurativa della linfa è maggiore.

Sorprendente è invece quanto siano palpabili gli effetti del liquido cefalo rachidiano (liquor)che avvertiamo continuamente , sotto forma di sensazioni calorifere o formicolii a “bollicine spumeggianti”. Questo liquido che sgorga dalle meningi immerge completamente le zone cerebrali della dura madre , pia madre fin ai bulbi oculari e rachide completo. Esso si esprime sia nei cicli respiratori primari ( 8-14 volte al minuto ) dilatando gli spazi vertebrali  che nelle contrazioni del muscolo pubo coccigeo le cui spinte lo fanno risalire verso il cranio. Chiaro è  a questo punto che , se la contrazione perineale , la respirazione e il movimento di “curvatura” ad onda nascono col respiro e con esso “muoiono” seguendo il ritmo primario , l’attivarsi dell’ “acqua di rocca” (il liquor , così come gli antichi alchimisti lo chiamavano ) sarà esponenziale e potenzierà i suoi più benefici effetti sia a livello fisico che vegetativo.”

Lucia Santini

Da pochi mesi sto praticando l’yoga contemporaneo e la spiegazione dell’articolo di Luca Renzini mi ha fatto capire più profondamente ciò che percepisco nella pratica. Il beneficio della maggior mobilità della mia colonna vertebrale é indubbio e l’energia che ne ricavo é veramente un surplus ottimale….specie per me che non sono certo giovanissima!Devo dire comunque che era una sfida per me e adesso sono felice di riuscire a difendermi….tenendo quasi il passo con i ragazzi del gruppo praticando yoga contemporaneo!

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